Psycho Pills

“Riconoscere i bisogni, ricostruire i legami: un percorso di cura in età adulta”

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Ci sono momenti nella vita in cui, pur avendo tutto “a posto” — un lavoro stabile, relazioni consolidate, una quotidianità organizzata — si avverte una sensazione di disallineamento interiore. Come se qualcosa dentro di noi non fosse più in armonia con ciò che viviamo fuori. Ci si sente bloccati in schemi di comportamento che non ci rappresentano più, eppure continuiamo a ripeterli: nelle relazioni, nelle scelte, nei silenzi.
È in questi momenti che nasce, spesso in modo silenzioso, la domanda: «E se provassi a capire cosa succede davvero dentro di me?»

La psicoterapia individuale non è solo “parlare dei problemi”

Per molto tempo la psicoterapia è stata vista come uno spazio per “chi sta male” o per chi vive una crisi evidente. Oggi sappiamo che è molto di più: è un luogo di esplorazione, consapevolezza e riorganizzazione della propria storia personale.
Lo psicoterapeuta sistemico-relazionale si concentra soprattutto sulla relazione, fin dal primo incontro. La qualità del rapporto tra terapeuta e paziente, e tra paziente e le persone importanti della sua vita, è al centro del lavoro terapeutico, cercando di aiutare il paziente a risolvere conflitti, e a costruire rapporti più autentici e rispettosi con gli altri, promuovendo cambiamenti positivi e sostenibili.
Nella psicoterapia individuale, in particolare, la persona ha la possibilità di conoscere meglio sé stessa: non solo attraverso ciò che dice, ma anche attraverso il modo in cui racconta, ricorda, sceglie, si relaziona. È uno spazio protetto, dove poter dare significato ai propri vissuti, comprendere come si sono costruiti nel tempo e aprire nuove possibilità di trasformazione.
Nelle prime sedute, da psicoterapeuta sistemico relazionale, cerco di costruire l’alleanza terapeutica attraverso l’ascolto del problema, la ricostruzione della storia personale e familiare del paziente, e una prima comprensione del suo funzionamento emotivo e difensivo. In questa fase, si inizia anche ad esplorare la storia trigenerazionale, individuando schemi relazionali ripetuti nel tempo. Progressivamente, inizio a formulare alcune ipotesi sul significato relazionale del sintomo (ansia, depressione, blocchi, dipendenze, somatizzazioni…) e si avvia un dialogo sulle possibili connessioni tra il mondo interno del paziente e le dinamiche familiari. Talvolta, e i miei pazienti lo sanno, propongo piccole prescrizioni sperimentali per osservare nuove modalità relazionali e contenere il sintomo.

Non ci chiediamo solo “come stai?”, ma “come stai con gli altri? E come stai con te stesso dentro le relazioni?”

Secondo Minuchin, Bowen e Boszormenyi-Nagy, la nostra identità si sviluppa all’interno di un sistema di relazioni significative, che influisce su:

  • il modo in cui costruiamo i nostri modelli relazionali interni,
  • le nostre aspettative nei confronti degli altri,
  • i copioni familiari (espliciti o impliciti) che condizionano scelte e comportamenti,
  • l’immagine che abbiamo di noi stessi.

In terapia, queste dimensioni prendono forma, diventano osservabili, nominabili — e dunque modificabili.

Perché un adulto sceglie di iniziare una psicoterapia?

Non sempre la motivazione è la sofferenza. Spesso, è il desiderio di comprendere, di liberarsi da una fatica invisibile, o di tornare a sentirsi autentici. Alcune situazioni che mi capita frequentemente di ascoltare e osservare nelle prime sedute :

  • Sensazione di perdita di senso o di direzione nella vita.
  • Difficoltà nelle relazioni: conflitti ricorrenti, distanze emotive, ruoli che non sentiamo più nostri.
  • Fatiche emotive come ansia, stress, irritabilità, senso di vuoto.
  • Bisogno di rivedere il proprio modo di stare nei legami, nei ruoli familiari, professionali o affettivi.
  • Ripetizione di schemi relazionali che sembrano “tornare sempre”, anche con persone diverse.

L’approccio sistemico-relazionale nella terapia individuale

Anche quando il lavoro è individuale, la persona non è mai “da sola”: porta dentro di sé le relazioni che l’hanno costruita, i ruoli che ha ricoperto, le aspettative interiorizzate. Nell’approccio sistemico-relazionale, questi elementi diventano parte centrale del percorso terapeutico.
Si lavora su:

  • Gli schemi relazionali appresi nella famiglia d’origine e nelle esperienze significative.
  • Le modalità di stare in relazione con sé stessi e con gli altri.
  • I copioni interiori che influenzano scelte, emozioni e comportamenti.
  • La possibilità di riscrivere questi copioni, scegliendo modi più autentici e liberi di vivere i legami.

La terapia diventa quindi uno spazio per riconoscere da dove arrivano certe modalità, comprenderne il significato e, se necessario, trasformarle.

Che cosa cambia con un percorso di psicoterapia?

La psicoterapia non elimina le difficoltà della vita, ma ci dà nuovi strumenti per affrontarle. Non cambia chi siamo, ma ci permette di diventarlo davvero.

PrimaDopo
Reazioni impulsiveRisposte consapevoli
Sensazione di bloccoMaggiore senso di possibilità
Schemi che si ripetonoLibertà di scegliere nuovi modi di vivere la relazione
Identità costruita sugli altriIdentità più autentica e autonoma

Il cambiamento non è immediato, ma è profondo. È il passaggio dal vivere “in automatico” al vivere con consapevolezza.


Un luogo in cui tornare a vedersi

La psicoterapia individuale non è solo un percorso. È un luogo. Uno spazio in cui essere ascoltati senza giudizio, in cui riconoscere aspetti di sé rimasti in ombra, in cui dare un senso diverso ai propri vissuti. A volte, il vero cambiamento non avviene quando facciamo qualcosa di nuovo, ma quando iniziamo a guardarci con uno sguardo nuovo.


Una domanda per iniziare

In quali momenti della tua vita hai sentito che il modo in cui ti relazioni agli altri diceva molto di come ti relazioni a te stesso?

“È troppo tardi per cambiare?”

Molti pazienti adulti pensano che ormai la personalità, i modelli relazionali e i modi di affrontare la vita siano definitivi.

💬 Pensieri frequenti:

“Sono fatto così da sempre, non cambierò certo adesso.”
“Ho già costruito la mia vita, lavoro, famiglia… che senso ha mettersi in discussione ora?”

Non si cambia chi si è, ma come ci si ascolta, ci si tratta, ci si relazione. La terapia in questa fascia d’età è spesso un’occasione di riorientamento, non di rivoluzione.

“Ho sempre gestito tutto da solo, perché ora dovrei farmi aiutare?”

Autonomia e forza personale sono spesso stati valori importanti. Chiedere aiuto può essere percepito come un fallimento o un segnale di debolezza.

💬 Pensieri frequenti:

“Non voglio dipendere da qualcuno.”
“Se chiedo aiuto significa che non sono abbastanza forte.”

Chiedere aiuto non è una resa, ma un atto di responsabilità verso di sé. Non significa delegare, ma scegliere di investire sulla propria qualità di vita e sulle relazioni.

“Non so da dove iniziare, cosa dovrei dire?”

Questa paura riguarda l’esposizione emotiva, ma anche il timore di “non avere abbastanza da dire” o che il proprio vissuto non sia abbastanza rilevante o legittimo.

“Quanto tempo ci vuole? E se non funziona?”

Molti adulti si aspettano un percorso pragmatico. Vogliono capire come funziona, quanto dura, se darà risultati concreti.

💬 Pensieri frequenti:

“E se ci metto anni?”
“Come faccio a sapere se mi sta servendo?”

La terapia non è un intervento rapido, ma un processo. Tuttavia, il cambiamento non avviene solo alla fine, ma durante. Si sente nei pensieri, nelle relazioni, nella consapevolezza. Una domanda molto frequente riguarda la durata del percorso terapeutico. La psicoterapia sistemico-relazionale non ha una durata prestabilita, ma in genere si colloca in una fascia intermedia tra i percorsi brevi focalizzati sul sintomo e le psicoterapie molto lunghe di tipo psicoanalitico.

Questo perché lavora su due livelli:
da un lato, aiuta il paziente a comprendere i propri vissuti interiori, le emozioni e i meccanismi personali;
dall’altro, esplora il modo in cui questi vissuti si sono costruiti all’interno delle relazioni significative (famiglia, partner, contesto affettivo).

Non è necessario lavorare per anni sulla storia personale, ma è sufficiente aiutare il paziente a riconoscere alcuni nodi relazionali fondamentali che continuano a influenzare il presente. Quando questi schemi vengono compresi e trasformati, la persona è in grado di mettere in moto un cambiamento più autonomo e duraturo.

In alcuni casi, soprattutto quando si lavora su obiettivi specifici (ansia, gestione emotiva, difficoltà relazionali), possono bastare percorsi più brevi, mirati e focali. Al contrario, situazioni più complesse (vulnerabilità affettiva, traumi relazionali, strutture di personalità) possono richiedere un tempo maggiore, sempre però con un orientamento al cambiamento concreto e misurabile.

Puoi richiedere un primo colloquio conoscitivo, in studio o online.

📍 Studio: Via Maurizio De Vito Piscicelli 84, 80128 oppure via Concezione a Montecalvario 61 80132 a Napoli
💻 Sedute online disponibili su richiesta
📧 Email: fabrizia.martano@gmail.com
📲 Telefono/WhatsApp: 3403464826

Durante il primo incontro valuteremo insieme i tuoi bisogni, gli obiettivi e la formula terapeutica più adatta a te.
Riferimenti teorici sulla psicoterapia sistemico-relazionale:

  • Selvini Palazzoli M., I nuovi bambini, Raffaello Cortina
  • Boscolo L., Bertrando P., Terapia sistemica individuale, Bollati Boringhieri
  • Canevaro A., La scultura della famiglia, Raffaello Cortina
  • Andolfi M., La terapia con la famiglia, Franco Angeli

Questi testi offrono una visione approfondita del modello sistemico-relazionale e del ruolo che i legami familiari, intergenerazionali e affettivi svolgono nella costruzione dell’identità e nel processo terapeutico.